Al Ciuffelli l’associazione che grazia i testi pronti al macero
La biblioteca dei libri salvati è Intra le mura di Todi
di Luigi Foglietti
Si chiamino fattori, si chiamino periti o tecnici agrari, la loro formazione si fa a Todi. E nella città di Iacopone, proprio in quella che viene chiamata Cittadella Agraria, nota come Istituto Augusto Ciuffelli, la scuoladi agricoltura più antica d’Italia, è stato orgogliosamente riaffermato pochi giorni fa il primato nazionale nel campo della istruzione agraria. Al Ciuffelli si è svolto un convegno che prendendo spunto dalla presentazione del libro «Da fattori a periti agrari (1884-1929)» di Manuel Vaquero Pineiro, docente di economia all’Università di Perugia, ha visto svilupparsi un interessante dibattito ai massimi livelli sull’istruzione, formazione e professionalizzazione del settore.Nel corso della mattinata gli interventi di storici e archivisti (il volume è il frutto dello studio di documenti presso l’archivio della Cittadella Agraria), si sono alternati a quelli di docenti universitari, dirigenti ministeriali ed esponenti dei collegi professionali. Tra questi ultimi anche Lorenzo Benanti, neo presidente del Collegio Nazionale dei periti agrari, il quale ha speso parole di lode per l’iniziativa tuderte e per lo stretto legame che il Collegio regionale, guidato da Marco Cherubino Orsini, ha stretto con l’istituzione scolastica per l’innovazione dei percorsi di formazione e l’aggiornamento della professione. Dopo i contributi di Paolo Nanni dell’Università di Firenze, di Mario Squadronidella Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e di Mario Tosti dell’Isuc, è spettato al direttore generale dell’istruzione tecnica del Miur, Raimondo Murano, delineare il contesto di riferimento e le prospettive verso le quali ci si sta muovendo. La giornata si è conclusa con l’inaugurazione di una nuova biblioteca dei libri salvati, nell’aula magna della scuola a cura di Intra. Naturalmente argomenti esclusivamente di agricoltura e zootecnia. L’associazione Intra, sorta sulle sponde del Trasimeno tre anni e mezzo fa, presieduta da Giuseppe Bearzi che guida un gruppo di collaboratori composto da Giorgio Foresti, Filippo Gigli, Deanna Mannaioli, Dina Moscatello, Gilberto Santucci, Riccardo Testa, sta dando vita in tutta l’Umbria, incollaborazione con comuni, proloco, scuole, associazioni e privati, a tante biblioteche dei libri salvati, costituite da documenti donati da cittadini, biblioteche, scuole, editori, ma anche raccolti nelle riciclerei prima che finiscano tra i trituratori. In meno di tre anni i suoi volontari hanno raccolto oltre 15mila libri, 2mila film e 3mila documenti tra riviste, fumetti, spartiti e manoscritti. Hanno aperto una dozzina di queste biblioteche ed è in programma di aprirne altre 24 nei prossimi mesi.