Il pane, la storia e i libri salvati
di Luigi Foglietti – da Il Messaggero del 27.02.2012

COLLAZZONE – Il pane, elemento base per gran parte della popolazione, ha origini antichissime. Fin dal neolitico, come dire 10mila anni fa, l’uomo era capace di confezionarlo. All’inizio un impasto ricavato da una grossolana macinazione di chicchi di grano che veniva cotto, poi una evoluzione che ha portato ad un impasto fatto di farina, acqua e lievito, ma ovviamente sempre cotto.
Il trascorrere dei secoli ha fatto si che alcuni forni siano oggi considerati vere e proprie rarissime testimonianze di epoche lontane, se non vere opere d’arte come in alcuni borghi del territorio comunale di Collazzone, come Assignano, Piedicolle, Gaglietole, Casalalta, Collepepe.
Lì esistono ancora i forni detti di uso collettivo un tempo indispensabili per soddisfare il fabbisogno di pane giornaliero, oggi utilizzati occasionalmente per pane, dolci, torte, arrosti e pasta al forno nei giorni di festa o in ricorrenze particolari.
Tutti questi forni sono in ottime condizioni, solo in casi particolari necessiterebbero di piccoli restauri. Alcuni vanno segnalati da un punto di vista architettonico come quello di Casalalta, inserito nel muro esterno della chiesa, sulla piazza del paese di epoca medievale; quello di Collazzone, seicentesco, ricavato in una delle antiche torri delle mura medievali.
L’arte della cottura, i segreti e gli accorgimenti sono ben noti alle donne più anziane della zona, ma il desiderio è che siano trasmessi alle generazioni più giovani per far sì che non si perdano.
Ed è per questo che proprio lì, a Collepepe, nella zona detta della comunità dei forni collettivi, dove si è proceduto al recupero degli antichi forni presenti nei borghi frazionali ed utilizzati in passato in comune dalle famiglie del luogo per le necessità di casa, si inaugurerà domenica prossima una biblioteca dedicata a «Pane, Forni e Focolari».
La biblioteca è una di quelle dei Libri Salvati, promosse un po’ in tutta l’Umbria dalla Associazione Intra, associazione di volontari impegnati a recuperare ovunque volumi a rischio di distruzione per poi smistarli e rimetterli in circolo attraverso l’apertura di biblioteche tematiche in luoghi della regione sprovvisti di una biblioteca, oppure meritevoli di una raccolta specifica in grado di valorizzare una tipica risorsa culturale, ambientale, storica o architettonica.
Si potrebbe parlare di libri particolari per biblioteche particolari, un interessante tema di cui si tratterà in occasione dell’inaugurazione, quando presso la Residenza l’Alberata, a partire dalle ore 11, la giornalista Rita Boini presenterà il suo libro Torgiano a tavola: Ricette e riti di un territorio. Con lei la bibliotecaria Serena Innamorati, l’enogastronoma Silvana Favetti, e la vice presidente di Intra Deanna Mannaioli. Il tutto all’insegna del particolare, compresa la formula dell’evento,con la presentazione del libro seguita da un pranzo per chi, oltre al momento culturale, volesse fermarsi a tavola con l’autrice e con il gruppo dei salvatori di libri.
Menù scelto su alcune ricette riportate nel testo e reinterpretate da Silvana Favetti, come un brodo di carne con quadrucci di frittata alla buccia di limone e pecorino, zuppa di ceci con musetto e orecchie di maiale, salmì di faraona e patate, cialde con anice e ricotta condita.
Insomma una vera prelibatezza.